La rinascita di un giorno non è soltanto nei nostri occhi. Non dev'esservi soltanto questa convinzione nel nostro immaginario! La rinascita di un giorno è la rinascita del nostro spirito, consapevolezza della nostra vita. Che essa sia, più o meno travagliata, non importa. L’importante è che sia vita! La rinascita di un nuovo giorno rappresenta il risveglio dal buio delle nostre anime, energia che si espande, come i raggi di quel sole che ci illumina. E noi, esseri semplici ed istintivi, abbiamo un estremo bisogno di quel calore fin dai tempi primordiali, fin da quando siamo nati. La rinascita di un giorno è la rinascita della nostra esistenza, che si scontra continuamente contro i dubbi che l’affliggono, ma certa di trovare la serenità sperata, esattamente lì dove pensava di trovare nient’altro che nullità. La rinascita di un giorno è progresso delle nostre menti, miglioramento del carattere dopo le insicurezze dettate dal nostro scarso convincimento. La rinascita di un giorno esprime ciò che siamo e ciò che vorremo diventare nel risveglio del nostro corpo, in perfetta simbiosi con la nostra crescita emotiva. Quando si guarda nascere il sole, ammirando le infinite sfumature di colori che dipingono il creato, vien voglia di sognare. Perché è nell’attimo che precede il sorgere della luce, che si avverte qualcosa di magico, uno strano sentimento che accompagna il nostro “sentirci vivi” e i nostri pensieri più intimi, ai quali non sappiamo mentire. Accogliamo perciò quel momento, quel millesimo di secondo ricco di emozione vera e facciamo tesoro di esso come se fosse energia vitale. Bisogna allora ritornare a sognare e ad essere quelle creature innocenti che eravamo, per dar sfogo alla nostra spontaneità, con la naturalezza che ci ha sempre contraddistinto. Come quand’eravamo piccoli, ma capaci di credere nei sogni anche se il mondo ci sembrava grande ed invalicabile. La rinascita di un giorno perciò, non è soltanto il susseguirsi di istanti ricchi di meraviglia di fronte ai nostri occhi, la rinascita di un nuovo giorno è, e dev’essere la rinascita dei nostri pensieri più belli.
Questo è un luogo dove la velocità dell'essere umano non ha motivo di esistere...perchè la vita va avanti, proprio come il cammino di un uomo verso le montagne che lo aspettano ...e le montagne, seguono le regole della natura, dove la velocità degli uomini non ha senso.
martedì 3 marzo 2026
mercoledì 14 febbraio 2024
Una scala per il cielo
Dal bosco dei 7 faggi(Imma lo chiama il cane) comincia la salita vera. L’inizio del canalone è davanti a noi. Per un attimo ci fermiamo. Il rumore del nascere del vento ci trasporta con se, per esserne avvolti un attimo dopo. Circondati da quello stesso vento, ci sentiamo per un istante, storditi, ma Imma rompe gli indugi e avanza sulla neve ancora ghiacciata. Il mio sguardo però è rapito da un canale sulla sinistra, che, come una rampa, sale fino al cielo. Lei decide di prenderne un altro sulla destra. Ci ritroviamo così, soli con noi stessi, ad affrontare la nostra personale ascesa. Strano direi! Non ci era successo altre volte di dividerci, ma forse è giusto così. Ognuno di noi deve confrontarsi con il proprio io, confidandogli le proprie inquietudini e le proprie paure. Forse per trarne più forza o, semplicemente, per liberarsi di un peso che non ci appartiene. Sto vivendo un battito della mia vita che sembra un’eternità. Salgo, affondando i ramponi sul pendìo, che, a poco a poco, diventa sempre più ripido. Mi volto più volte. Non devo avere timore! Quell’ascesa è tutto ciò che desideravo. Sono dentro il canale, il pendìo si attenua quasi fosse una piazzola. Ma su quella via, che tutto sommato non sembrava così ripida, mi sento improvvisamente solo. Davanti a me, un muro inanimato di neve e ghiaccio, mi sbarra la strada. Dopo un paio di passi sento la pendenza aumentare sotto di me. Affondo su una neve molliccia. Impreco. Sono completamente isolato da tutto, e da lì, non posso assolutamente girami. Poi la mia mano, accompagnata da una forza istintiva, afferra alcune rocce in alto a sinistra. Le mie dita sentono il ruvido della pietra calcarea. È quella la mia via d’uscita. Affrontare la cornice di fronte sarebbe una pazzia. Le punte dei ramponi graffiano e si aggrappano su parti di roccia minuscole. Sento un urlo…Imma ce la fatta! Io sono ancora in quell’imbuto a divincolarmi, come mai in vita mia. Il movimento è preciso…niente distrazioni. Guardo un’ultima volta in basso. Pianto la piccozza sopra la cornice e passo sull’ultimo gradino. Sono fuori! Mi butto a terra sorridendo e silenziosamente mi libero dell’adrenalina accumulata, sentendo la frenesia del mio corpo. Guardo il cielo di un blu cobalto, guardo il Dolcedorme poco più in là, guardo Imma che è già sulla cima ad aspettarmi e soprattutto guardo da dove son salito. Lei mi viene incontro.
“Sogno
realizzato?” mi chiede.
“ Si, direi proprio di si.”
La vita và avanti proprio come il cammino di un uomo verso le montagne che lo aspettano. Per esaudire i sogni invece, a volte, bisogna affrontare strade ripide come una “scala che conduce al cielo”.
giovedì 29 settembre 2022
Pensieri di un autunno ritrovato
Come un bambino, alla vista di un regalo tanto desiderato, mi ritrovo ad incontrare nuovamente il mio cuore, nel brivido dell’alba di una nuova stagione. Inizio a sentire il profumo d’autunno. Profumo di una terra umida che penetra i miei sensi e mi fa tornare lì dove volevo. Nell’unico posto, dove davvero desiderassi stare. Le foglie sotto i miei passi si frantumano timidamente ed il mio andare è un continuo mormorare nella frescura del mattino. Vago nel bosco, accecato dai colori forti di una natura che si risveglia; che mi avvolge per intero e che mi attrae a sé, incredibilmente. I raggi di luce attraversano le fronde degli alberi e illuminano prepotentemente ciò che mi si mostra innanzi. La mia vista confusa, si mischia e si adegua ad essi adattandosi velocemente a quell’ambiente. Concedo allora il mio spirito a quel posto, a quei rumori, a quel senso di calma che esiste soltanto in quel preciso istante, in quel preciso luogo. Dopo il rumoreggiare dell’estate e i suoi colori ostentati il viso dei monti cambia aspetto, facendo ritornare tutto al suo posto. Mi preparo così anch’io, al candido abbraccio della neve e al gelido sussurrare del vento che tra un po' verrà.
Dal bosco, mi nutro di un’acqua pura che lentamente sgorga da un ammasso di pietre fredde e frastagliate. Rigenero il mio corpo, come a lavarmi da qualcosa di nocivo che respingo tenacemente. Che non mi fa stare bene, semplicemente. Forse sarà l’inquietudine o la tristezza, che a volte tentano di distrarmi. Forse sarà semplicemente la voglia di sfuggire alla insipidezza, di una folla banale e sciocca che non è mai sazia della vita che la circonda. Scivolano in questo modo, via dal mio organismo le tensioni accumulate per tanto tempo ed un senso di incontrollabile spensieratezza rivive in me facendomi sentire libero da ogni male, in simbiosi con ciò che mi è attorno.
Il rumore dell’acqua si è ormai mischiato a quello del risveglio della natura che, come una dolce melodia, accompagna i miei passi, nel leggero mio andare. E mentre avanzo sento che nulla può farmi male e nulla può distorcere quei miei pensieri. Pensieri, che prendono forza nei sogni di un uomo che ripudia ogni stupida futilità. Pensieri, che aiutano quello stesso uomo ad andare avanti nel cammino della vita.
Ma non conscio dove il bosco mi porti mi ritrovo ad ammirare la luce di un cielo che si apre sopra i miei occhi. Un tronco di faggio spezzato alla base, cattura il mio sguardo. Lo vedo solo, in mezzo ad una moltitudine di altri giovani esemplari che spiccano in alto la loro chioma. Verso quella luce, ad incontrar la vita! Distrutto dal tempo e chissà da quale altra forza naturale, aspetta lì il suo declino. Mi fa quasi tenerezza! Penso a quando sarò anch’io come quel vecchio tronco cercando di respirare l’aria, d’un cielo che lo rende vivo. Legato alla terra che lo ha fatto crescere e allo spazio circostante che ha lasciato agli altri. Mi allontano lentamente da quel posto, così incredibilmente ricco di spiritualità. Dove la purezza della natura regola il corso degli eventi. Dove la naturalezza della montagna ha dato un senso alle cose.
Il corso della mia vita invece è stato migliorato ancora una volta dall’incontro con la semplicità del creato, dall’umiltà della natura stessa e da un autunno ritrovato! Ormai è giorno! Vado a casa carico di ciò che volevo. Vado a casa per incontrare nuovamente il sorriso delle persone che amo. Vado a casa a dar vita ai miei sogni!



